Prima gli archi, poi gli ottoni. Salgono le percussioni e riempiono l’aria. Adesso i violini, acutissimi, danzano con i flauti e tutto è avvolto dal suono. Rimbalzano qua e là i rintocchi di sacre campane, svolazzano i veli all’aprirsi del portone e tutti gli invitati si voltano per guardare la sposa che trattiene una lacrima d’emozione, si vede benissimo. È sorretta dal padre che l’accompagna, lui è proprio in lacrime. Fa tenerezza. Lo sposo attende in piedi, composto, un po’ teso pure lui nel suo abito immacolato.

Tutt’attorno, facce amiche e sorrisi d’affetto.
Ancora un passo verso la navata, con questa musica celestiale che tutto abbraccia ed ecco un suono fastidioso. Un cicalino stonato.
Aprite gli occhi. Quella sensazione di calore vi scivola via e provate a trattenerla stringendovi ancora di più nelle coperte. Una mano spegne la sveglia e ritorna svelta nella tana. Ma poi vi viene in mente che ieri sera c’è stata la grande proposta e lo stomaco vi si accartoccia. Avete detto di sì, non ve lo aspettavate, ma ne siete convinte. È quello giusto.
Adesso vi sale su un calore che vi obbliga ad uscire dal letto.
Il primo passo e già cento milioni di cose vi attraversano il cervello.
La prima: devo dirlo a mia madre
La seconda: Oddio vorrà chiamare tutti i parenti pure quelli dell’Alaska
La terza: Non ce la posso fare
Vi piazzate di fronte allo specchio a fissarvi con inespressività. L’euforia iniziale già si trasforma in una serie di cose da fare, impegni e scadenze, spese e decisioni.
Prendete una spazzola per rimuovere qualche nodo, ma ciò resta nella sfera della metafora. Quando alzate lo sguardo però, una saetta bianca scatta dietro di voi. Sembrava un coniglio, possibile? Lo seguite fino in cucina e lì lo vedete.
È un coniglio con panciotto ed occhiali e vi guarda dalla finestra.
Vi date un pizzicotto, ma questo fa un male cane e smettete subito. «Voi… voi siete il signor Bianconiglio?» borbottate senza rendevi conto di parlare con un roditore, ma questo vi ammicca e salta dalla finestra.
E voi, sarà che è mattina, sarà che Alice era uno dei vostri personaggi preferiti, o sarà perché non sapete dove sbattere la testa con questo matrimonio, ma vi viene l’idea di mettervi a seguirlo. Dopotutto è pur sempre l’araldo della Regina, ne capirà di ricevimenti più di voi. Ma prima di uscire di casa lasciate un biglietto al vostro futuro sposo: Tesoro, ci vediamo più tardi, devo seguire il Signor Bianconiglio.

Ps. La pasta buttala quando l’acqua bolle, non prima. Ti amo